Home / Settori / Corpo di Polizia Municipale / Notizie Polizia Municipale / Novembre 2016 / Missione ad Amatrice - Giorno 44°

Missione ad Amatrice - Giorno 44°

 

Martedì 2 novembre 2016

La giornata è cominciata come al solito divisa in due coppie di pattuglie. Una ha iniziato a lavorare alle 7 del mattino, l'altra col turno delle 19. La giornata si è manifestata sin da subito come interlocutoria in quanto ci ha visto impegnati tutti solo nella gestione delle intersezioni. Una pattuglia al bivio Prato Sommati mentre l'altra di fronte al caseificio che si trova cento metri prima del mitico Scoglio. La missione sempre la stessa: aiutare le persone in transito ad orientarsi per il meglio. Ci stiamo accorgendo infatti che a causa del sisma i residenti sono particolarmente disorientati e quelli del posto sembriamo proprio noi di Sassari, ormai abbiamo imparato strade, scorciatoie e poi siamo sempre in contatto con il centro di coordinamento per notizie fresche.

 

A pranzo il ritrovo è al ristorante “La valle”. Abbiamo appuntamento con il Comandante Gianfranco e l'inseparabile Renzo. Il posto è praticamente al completo, ma la gentilezza del proprietario e del personale ci permette di trovare posto. Anche questo è lavoro. Nella nostra tavolata è seduta la protezione civile del Lazio, si discute sugli aiuti da far arrivare dalla Sardegna, insomma su carico e logistica. Nel locale si sta bene come al solito. Accanto a noi si trovano clienti con il berretto della Polizia Locale di Sassari, frutto del regalo fatto dai colleghi che ci hanno preceduto. Anche il dipendente che ci prepara il caffè oramai è uno di noi, sempre con il nostro berretto in testa. Alla Valle si sta bene. Nonostante i tanti chilometri di distanza che ci separano dalle nostre abitazioni ci fanno sentire come a casa. Il pomeriggio invece è pluri-collaudato. Si va a riposare in alloggio un ora e poi si esce per lavorare.


 

Il turno serale come anticipato ci porta al caseificio, luogo insolito per noi, ma sembra necessaria la presenza a causa di sopraggiunte problematiche alla rete viaria. Il traffico è scarso, solo tre vetture ci chiedono di passare per raggiungere la statale. Gli spieghiamo che la strada è inaccessibile più avanti in quanto piena di detriti e chiusa fisicamente, ma uno di questi è stanco di questa situazione. Ci spiega che è esausto, che il dover fare grandi deviazioni per percorrere piccolissime distanze lo sta sfinendo. Si vede che si tratat di un bravo ragazzo, parla con noi per sfogarsi, ma capisce la situazione. Per fare 5 km dovrà tornare indietro per altri 35 km. Il nostro compito è anche questo: Ascoltare le persone!

La nottata passa senza particolari problemi. Arriva la stradale all'1.30 e ci dà il cambio. Pensiamo: finalmente la giornata è finita. Invece all'1.35 la sorpresa. Sulla strada di casa la macchina inizia a ondeggiare visibilmente. Col collega è sufficiente uno sguardo per capire che si trattava di una forte scossa sismica. Al nostro fianco si trovava una macchina della Polizia stradale. Ci confrontiamo con loro. Entrambi avevamo avvertito le forti vibrazioni. Decidiamo di trattenerci con i colleghi. Attraverso la loro radio di bordo arrivano informazioni rassicuranti sul fatto che non ci siano state conseguenze.

 

Apprendiamo di aver vissuto una scossa di magnitudo 4.8 con epicentro nella provincia di Macerata. Salutiamo i colleghi e ci indirizziamo verso casa. Troviamo presidi dei carabinieri e forestale e ci fermiamo con tutti per capire se avessero riscontrato problemi. Per fortuna tutto ok. Abbiamo scoperto sulla nostra pelle che non si può mettere mai la parola fine alla giornata quando si affrontano queste situazioni. Amatrice, resisti!!!!