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Giorno 2°

Mercoledì 21 settembre 2016

Sveglia ore 6.30.

 

La nottata è trascorsa tranquilla, nonostante un minimo di preoccupazione per la scossa avvertita la notte precedente di magnitudo 4.1, che ha fatto sobbalzare i vicini di tenda dalla brandina.

 

Gli agenti collaudano i container doccia situati ad un centinaio di metri dalla tenda e dopo aver indossato la divisa, si preparano per una breve colazione; dentro la tenda destinata alla mensa trovano termos di caffe, the e merendine confezionate alle quali aggiungono offrendoli ai presenti dei dolci sardi.

Alle ore 7.45 briefing operativo con il Comandante, il quale illustra sulla mappa i luoghi da raggiungere ed i percorsi interrotti; il cielo è piuttosto nuvoloso e l’aria è frizzantina.

 

Alle ore 9.00 i due fuoristrada raggiungono la frazione di Colle Gentilesco ad oltre 1000 mt di altezza, dove inizia il lavoro di censimento dei residenti. Dalle tende situate alla base del piccolo borgo giungono alcuni abitanti, che si rendono disponibili a fornire informazioni sulla situazione.

Contemporaneamente alle rilevazioni censuarie, l’altra unità si dedica alla mappatura con sorvolo del dispositivo drone a circa 50 mt di altezza. Dall’alto si scorge su una delle case un tetto lesionato al centro.

 

Durante le operazioni si incontra un pilota di elicotteri in pensione incuriosito dal drone ed un impresario edile, il quale mostra la sua casa intatta a fianco di un'altra pesantemente distrutta.

 

Terminate le operazioni nella piazza principale, le squadre si portano alla base del borgo dove vengono raggiunti da una bambina chiamata Sofia prima intenta a giocare con un cavallo; Sofia non appena vede comparire il drone rimane entusiasta ed affascinata (per questo verrà ricompensata successivamente con un capellino della Polizia Locale).

Dopo il ritorno al campo Molise per il pranzo gli agenti ripartono subito per proseguire le operazioni nelle frazioni di Bagnolo, Santa Giusta, Conche.

Nella frazione di Torrita poco prima del temporale, si riusciva ad eseguire il sorvolo di una chiesa il cui tetto era crollato; triste vedere comparire tra le macerie l’altare e notare la statua di un Cristo appoggiata ad una ringhiera.

In serata in direzione di Amatrice, nel blocco stradale presidiato dai colleghi di Roma Capitale e di Milano, oltre ad assicurare la regolare viabilità gli si scambiavano consigli utili per lo svolgimento del lavoro futuro.

 

Per cena gli equipaggi hanno raggiunto il ponte radio di Nummisci gestito dagli operatori della Protezione Civile di Roma.