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Giorno 4°

Venerdì 23 settembre 2016

Sveglia ore 6.30.

 

Durante la nottata precedente c’è stata la disinfestazione e pertanto, visto che è stato sconsigliato di uscire o rientrare nelle tende a partire dalle 23.30 e fino all’alba, gli agenti hanno scelto di restare all’interno sulle brande. I minuti preliminari al sonno hanno permesso lo scambio reciproco di esperienze e racconti, vissuti nel corso della giornata appena trascorsa.

Colpisce la storia di un infermiere conosciuto all’interno del campo mentre passeggiava in divisa in compagnia di un bellissimo pastore tedesco addestrato; la terribile notte del 24 agosto ha sentito prima il cane ululare in modo anomalo e pochi istanti dopo la terra tremare fortemente. Ha perciò immediatamente tentato di contattare i propri figli ma non ricevendo risposta, si è recato presso l’abitazione dove li ha individuati con l’aiuto dell’animale, ormai purtroppo senza vita. Situazioni che gelano il sangue.

 

Il risveglio nel campo è stato piuttosto rapido con una corsa verso i bagni affollati anche perché la giornata sarà di “scambio”, ossia arriveranno nuovi gruppi di volontari/soccorritori che prenderanno il posto di quelli già insediati. Uno dei responsabili della Protezione Civile chiede alcune immagini del campo dall’alto ai fini di addestramento, richiesta che verrà successivamente esaudita.

 

La tv del locale mensa destinato alla colazione, proietta il Tg ed un servizio sull’imminente triste ricorrenza dei 30 giorni dalla scossa di agosto; nella sala cala il silenzio e viene alzato il volume.

Consumato il caffè, gli agenti incontrano e salutano il sig. Pierino (un ottantenne conosciuto il giorno prima) a bordo della sua panda bianca, che nonostante l’età avanzata fa in autonomia ogni commissione. Racconta che ha sentito il primo terremoto a 10 anni, ma è sicuro che quest’ultimo sia il più forte da lui vissuto. Dopo i saluti al consueto incontro con il Comandante, si definiscono le frazioni da visitare oggi.

Il primo equipaggio parte verso le frazioni più vicine ad Amatrice; a Corfigno si trovano tra le abitazioni lesionate ed inagibili solo due residenti, madre e figlio; sono loro che indicano agli agenti l’orologio di un bel palazzotto fermo al momento della scossa. Il resto degli accertamenti si svolge percorrendo strade asfaltate e non che uniscono piccoli gruppi di case, capanni e fienili. A Pinaco si incintrano alcuni residenti mentre conferiscono con uno psicologo civile accompagnato da militari del Battaglione San Marco, giunti a bordo di un VM dell’esercito italiano.

 

La seconda squadra con a bordo il Drone invece si reca a Casale di Sopra e Casale di Sotto. Nel frattempo incontrano e agevolano, istituendo un senso unico alternato, l’arrivo dell’autoscala dei Vigili del Fuoco e di alcuni loro mezzi operativi. E’ in atto una verifica di agibilità, contemporanea alla rimozione di una grossa trave che genera una pressione da una casa ad un'altra. Ci si trova a circa 1000 metri di altezza e dai fumaioli si nota che qualche caminetto è acceso; da una porta fuoriesce una signora che porge due caffè bollenti. Gli agenti effettuano riprese sia nel borgo più in basso che in quello al livello superiore e su richiesta del Comandante, eseguono il monitoraggio del piccolo cimitero situato a qualche centinaio di metri dall’abitato. Le immagini ottenute sono coinvolgenti anche perché la struttura è molto antica e collocata su una distesa di boschi circondata da vette di oltre 2000 mt.

Ore 12.30 i mezzi operativi e le squadre tornano al Campo Molise per pranzo; il cuoco ha preparato una pasta alle olive, spezzatino e cicoria che viene consumata ai tavoli della mensa, insieme ai volontari entusiasti che hanno saputo dell’effettuazione delle riprese del Campo. Passata una mezz’oretta si ritrovano tutti all’esterno per vedere il Drone all’opera; lo stesso attira anche l’attenzione di molti ospiti che registrano video delle operazioni con il cellulare. Da quota 50 metri si nota a sinistra lo splendido lago, mentre a destra il campo realizzato sulla strada per Rieti ed in lontananza i paesi più vicini ad Amatrice, maggiormente colpiti dal sisma.

 

Nel pomeriggio si risolvono alcune problematiche legate alla memorizzazione dei dati su memory card e si torna ad operare. Durante un sorvolo della frazione di Scai si incontra il vice Sindaco di Amatrice, il quale manifesta apprezzamento per le utili attività di monitoraggio di frazioni e borghi con il dispositivo Drone. Dopo il colloquio informale, si inizia un'altra missione, ossia trovare del miele per accompagnare le decine di seadas portate dalla Sardegna in dono e momentaneamente giacenti nella cella frigo del campo. Proprio a Scai un signore intento a tagliare della legna, indica la strada per un piccolo alimentari, nel quale probabilmente è presente il miele. Sentita la richiesta la negoziante indica un produttore artigianale che a sua volta regala il miele per la distribuzione benefica. L’apicoltore spiega di aver iniziato la produzione per gioco, come descrivevano i vecchi del paese, fermando con il rumore uno sciame di api, semplicemente battendo tra loro i coperchi di due pentole e posizionando una cassetta di legno.

 

La serata si conclude con l’accompagnamento di sig. Marcello (ottuagenario) dal paese al suo garage situato su in collina, dove vive da solo dal momento della scossa.

Verso le ore 20 si torna al Campo e si sistemano le immagini e le schede censimento redatte durante la giornata. Dopo aver messo in carica tutte le apparecchiature elettroniche si va a cena con gli ospiti del campo