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Giorno 7°

Lunedì 26 settembre 2016

Sveglia alle 6.30.

 

Durante la notte il clima è cambiato e qualcuno ha dovuto aggiungere delle coperte sui sacchi a pelo. Al risveglio si sentiva uno strano rumore di plastica scoppiettante, risultato essere provocato dal fermo del motore della struttura tenda, realizzata con tubolari gonfiabili.

 

Nel piazzale esterno c’è fermento, si nota che è lunedi e che molti ospiti del campo si stanno recando sui luoghi di lavoro. La fila davanti alle docce è infatti minore rispetto al solito e consente agli agenti di guadagnare qualche minuto, per procedere al lavaggio delle divise utilizzando una enorme bacinella.

 

Colazione veloce con pane e marmellata e subito dopo briefing operativo con il Comandante che illustra le attività quotidiane.

 

La prima squadra pertanto si porta a Retrosi prima ed a Nommisci poi; proseguono le rilevazioni dettagliate dei dati anagrafici e della dimensione dei nuclei familiari presenti, con la descrizione della tipologia di soluzione abitativa adottata e la segnalazione di eventuali necessità.

 

Il secondo equipaggio si coordina con i Vigili del Fuoco dell’Unità Comando Locale “Napoli”, per filmare con il drone il recupero di alcuni beni presso la sede di un’associazione di volontariato, situata all’interno della zona rossa di Amatrice su richiesta del direttivo.

Dopo aver pianificato l’intervento ed essersi recati sul posto con l’autoscala, gli operatori constatano che la struttura negli ultimi giorni ha subito un ulteriore crollo, che rende impossibile compiere la missione programmata.

 

L’immagine di Amatrice che si apre agli occhi degli agenti è surreale e triste; enormi cumuli di macerie e spaccature nei muri che lasciano intravedere scene di vita quotidiana, congelate al tragico momento delle scosse. Dalla finestra del terzo piano di un palazzo, si nota una corda fatta di lenzuola utilizzata inequivocabilmente la notte del 24 per mettersi in salvo. Gli edifici sono sventrati e giacciono accavallati su se stessi, quasi fosse avvenuto un effetto domino; la polvere è ovunque, così come l’atmosfera di profonda desolazione generata dalla visione delle macchine ricoperte di sassi, dei frammenti di tetto, del comparire dei tanti oggetti comuni, tra i quali i libri, quadri, pentole, piatti rotti etc.

Nel frattempo giunge la notizia che alle ore 11 e 43 si è registrata una scossa di magnitudo 2.1, nel territorio di Amatrice che si aggiunge a quella da 2.3 delle 7 e 50; la soglia di attenzione risale e la prudenza è d’obbligo, soprattutto nel passare vicino a quei fabbricati che sono tutt’ora pericolanti.

 

Dopo la pausa pranzo che ha visto nel menù una veloce Amatriciana, preparata a regola d’arte dalla mensa, riprendono le attività.

 

Nei pressi della frazione di Sant’Angelo, purtroppo pesantemente danneggiata in quasi tutta la sua estensione, si incontrano i bambini alloggiati e tanti sono quelli che desiderano fare delle foto con “la macchina con le sirene” e pertanto si dedica qualche minuto a giocare con loro e a scambiare due chiacchere.

In serata il nucleo destinato all’uso del Drone, mentre scambia i dati presso l’UCL, viene contattato via radio dalla centrale operativa che gestisce il ponte radio protezione civile. Effettua di conseguenza, un sorvolo della frazione di Nommisci a pochi km da Amatrice. Un residente mostra la sua abitazione e l’orto situato sul retro. Si offre di far fare agli agenti un sopralluogo in una zona impervia con un potente quad, ma il tempo scorre ed in programma vi è la mappatura di Sommati.

 

Le case della frazione sono collocate lungo una linea verticale ed il sorvolo avviene a 40 metri di quota. Anche qui la devastazione è tanta e nei pressi della chiesa è difficile non commuoversi.

 

Prima di cena si incontra un simpatico ragazzo originario della frazione di Retrosi, che ha allestito un punto dove somministra gratuitamente caffè caldo e bevande ai soccorritori e volontari impegnati.

 

Amatrice è anche questo!