Missione ad Amatrice - Giorno 46°

Venerdì 4 novembre 2016

 

È giunta l'ultima giornata di lavoro del gruppo. Il centro operativo ci ha concesso di lavorare nel pomeriggio. Tanti giorni a questi ritmi stancano. La mattina passa tranquilla. Ci si alza con calma tutti insieme, per la prima volta da quando siamo qua, e si parte alla volta di Amatrice. Nel centro di coordinamento si è avvicendato il personale di comando pertanto vi facciamo una sosta per capire se sono modificate le esigenze. Troviamo il capitano di Roma Capitale che conferma le consegne già stabilite. Una pattuglia rimane a disposizione del personale del Comune di Amatrice, accompagnando il segretario comunale del paese nei luoghi in cui vi era la necessità di approfondire alcune problematiche legate al terremoto, mentre l'altra va all'intersezione “dello scoglio”.

Il percorso però è stato più lungo del solito in quanto i vigili del fuoco in forze stavano abbattendo tutte le case pericolanti delle frazioni. Vedere ciò dà un forte senso di impotenza davanti all'opera della natura e allo stesso tempo di sconforto ripensando al momento in cui le case non sono riuscite a reggere alla furia della terra. Anche il costone prima dello scoglio sta cedendo, nella parte alta vi sono le rovine del centro storico di Amatrice completamente distrutto e a rischio caduta nella valle. Per la pericolosità della zona accompagniamo a bordo dei nostri mezzi i geologi e i tecnici nelle aree a rischio. Noi poi proseguiamo oltre. Per la prima volta vediamo la zona scoglio alla luce del sole scorgendo tante piccole differenze rispetto alle ore serali. Una su tutte abbiamo individuato la roccia che dà il nome all'area, una costone in pietra che sovrasta la zona, ma che risulta difficilmente individuabile al buio. Scoprirlo a fine missione ci ha fatto sorridere.

La serata passa dando informazioni agli automobilisti sui percorsi alternativi per il raggiungimento delle vie d'uscita dalla zona. Oramai siamo diventati esperti. Sul posto presente sempre l'esercito ad impedire l'accesso a tutti verso la zona rossa del paese. A fine servizio si salutano i militari per l'ultima volta. In tante serate insieme ognuno ha scoperto qualcosa dell'altro che ha aiutato a capire i rispettivi mondi, peraltro molto diversi gli uni dagli altri.

Anche il WWF è passato a farci visita alla ricerca degli animali scappati dopo il sisma. Hanno sul cellulare un elenco interminabile di foto di animali scomparsi, tra i quali molti gatti. Nella nostra permanenza in questi luoghi abbiamo fatto amicizia con tanti animali tra i quali il gatto Pelè. Un'autentica Mascotte. Basta un fischio e lui arriva, è mansueto e si fida dell'uomo. Vuole affetto, sembra aver capito cosa è successo nel suo paese. I volontari del WWF cercano nel loro data base una corrispondenza, ma non trovano riscontro. Molti nuclei familiari sono scomparsi col sisma. Il timore che fosse il gatto di qualcuna tra le vittime riempie ancor di più il cuore di sconforto.

La serata non è terminata però. C'è l' ultima piacevole fatica. Si va a cena con la protezione civile, Gianfranco e Renzo per l'ultima cena e per coordinare lo stoccaggio degli aiuti in arrivo da Sassari. Sul furgone si aspettano coperte, vestiti, derrate alimentari e anche elettrodomestici. La serata è piacevolissima e vola via forse anche troppo velocemente. Il gruppo è meraviglioso e affiatato. A fine serata ci si saluta e si da appuntamento per la mattina seguente. È l' ultima notte ad Amatrice. L' ultima buonanotte che diamo al paese.

 

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