Missione ad Amatrice - Giorno 49°

Lunedì 7 novembre 2016

 

È lunedi, le temperature sono calate drasticamente, la campagna amatriciana avvolta nella nebbia fa da scenario al tragitto che dal nostro alloggio nella frazione di Posta, passando per il "Campo Torrita" in cui il comandante della polizia locale di Amatrice ha allestito il proprio ufficio di fortuna in un container, ci conduce al centro della città. Il consueto confronto con lui diventa fondamentale dal momento in cui, avendo trasportato sul posto beni alimentari e non, ci preme individuare dove si trovino le famiglie più bisognose del nostro apporto. Necessità naturalmente non solo materiali, ma che riguardano anche la percezione di una presenza istituzionale a cui raccontare la propria storia, il bisogno di conforto e di confronto, il sapere di non essere stati abbandonati a se stessi. Cosi ci portiamo nella frazione di San Lorenzo in cui abbiamo modo di incontrare una famiglia formata da marito moglie e due bambini la cui casa non ha subito particolari danni tuttavia, per paura di ulteriori scosse, decide di installare nel cortile una casetta prefabbricata in legno.

Solo qualche goccia di pioggia mentre ci spostiamo nella frazione di Sommati, una delle più colpite, dove si trova un campo della protezione civile con la quale collaboriamo. Qui pranziamo nella mensa e durante la lunga fila abbiamo modo di raccogliere segnalazioni e testimonianze delle persone del posto cosi legate alla loro terra meravigliosa, notiamo inoltre che hanno piacere di rilassare la mente per qualche minuto parlando del più e del meno con sano campanilismo e ci rendiamo conto che alcuni non abbandoneranno mai quei luoghi nonostante tutto.

Dopo il pranzo ci portiamo al Centro Operativo Interforze, da li una delle nostre pattuglie si porterà a piedi, unitamente a una pattuglia di Roma Capitale, nella vicina e quasi inaccessibile "zona rossa" al centro di Amatrice per i controlli anti sciacallaggio. La pioggia, che ci aveva dato tregua in mattinata, ritorna prepotentemente nel pomeriggio e durerà tutta la sera. L'altra nostra pattuglia si sposterà a nord di Amatrice nella frazione di Retrosi a rilevare la pattuglia di Milano nel presidio di un incrocio di fondamentale importanza. A causa del cedimento della strada principale tutti i veicoli transitano in una stretta stradina sterrata che al momento è l'unico canale di collegamento per raggiungere altre frazioni e la stessa Amatrice. L'organizzazione è ben oliata e anche noi dopo un po' di tempo riceviamo il cambio sul posto.

Nel proseguire i controlli ancora più a nord in direzione Saletta, ci imbattiamo in un intervento dei Vigili del Fuoco che devono trainare fuori dal fango un grosso mezzo impantanato e fuori uso, ci chiedono ausilio per la viabilità. Il mezzo dei vigili del fuoco ha un pianale lungo 15 metri circa sopra il quale dovranno poi caricare il veicolo in avaria, l'operazione durerà un'ora circa e bloccherà la viabilità, ma gli abitanti della zona, consapevoli ormai della totale imprevedibilità della situazione, aspettano con la pazienza data dalla consapevolezza che tutto può succedere in qualsiasi momento, che tutto può cambiare da un minuto all'altro. Rientrando presso l'alloggio ci fermiamo a cenare col comandante di Amatrice alla mensa del "Campo Torrita" e andiamo subito a riposare consci che l'indomani la sveglia suonerà molto presto.

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