Giorno 12°

Sabato 1 ottobre 2016

 

Risveglio ore 6:00, ad attenderci una colazione fuori dalla tendopoli. I due equipaggi unitamente al Comandante si portano ad Amatrie.

 

Si percorre una strada tortuosa, arrivando nella oramai conosciuta “zona rossa”, sempre inaccessibile.

 

La luce dell'alba illumina uno scenario da incubo: le strade del paese sono ricoperte di macerie, ci sono escavatori e macchine operatrici ovunque. Si impara velocemente a lavorare su punti stretti e impervi.

Il piano viabile è completamente ostruito dai detriti, sul posto i Vigili del fuoco, estraggono un veicolo rimasto incastrato nel sisma, si interviene immediatamente cercando di aiutare quanto più possibile a spianare la strada anche manualmente, per favorire l'uscita del mezzo.

Un lavoro meticoloso, iniziato mediante la trazione del veicolo sopra un percorso cosparso di inerti e aggregati vari e terminato con il posizionamento del veicolo sul piano stradale.

 

Il lavoro termina con fatica nel primo pomeriggio, una pausa pranzo per ricaricarsi quanto basta a riprendere i sorvoli nella frazione di Preta. Arrivati a destinazione, troviamo un posto incantato, immerso nel Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Prima di addentrarci nella zona libera, per pilotare il velivolo, incontriamo alcune persone, incuriosite, parlano volentieri della loro terra, spiegano che il paese è situato a 1194 metri di altitudine e a circa 5 km da Amatrice. Ricordano come la scossa si sia sentita fortissima anche a Preta, causando fortunatamente il solo crollo di edifici in rovina, ma nessun morto o ferito.

In tarda serata il tempo cambia drasticamente, portando fortissime piogge, che costringe a un repentino rientro in tendopoli per adeguare l'abbigliamento, senza tralasciare l'inaspettato incontro del simpatico esemplare di istrice.

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